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La vita e le opere
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Nato a Napoli il 22 febbraio del 1927, da Pasquale, macchinista ferroviere, e da Antonia Fadda, maestra elementare d'origine sarda, Enzo Striano trascorre i primi anni a San Giovanni, piccolo centro della periferia orientale della città, in una casa vicina al mare e alle linee ferroviarie.
Per agevolare la vita scolastica dei tre figli, Pasquale Striano più tardi decide il trasferimento della famiglia in via Nicola Amenta, nei pressi del «Regio Liceo Ginnasio Giuseppe Garibaldi», che sarà la scuola degli anni dell'adolescenza di Enzo. Questo periodo verrà poi rievocato in Giornale di adolescenza (Milano Mondadori, 2000), romanzo di formazione, che Striano elabora assolvendo ad un impegno risolutivo verso un recente passato, segnato da sentimenti forti e contraddittori e da un intenso rapporto di difficile amore per il padre, in uno spazio-tempo (Napoli fascista) di grandi incertezze e di suggestioni.
Nel 1945, ancora studente liceale, Enzo Striano affida i suoi primi racconti e interventi critici a «La Giovane Fronda», piccola rivista culturale progettata insieme ad altri giovani intellettuali. Il successivo passaggio ad un'assidua pratica giornalistica caratterizza, insieme ad un costante esercizio letterario, gli anni della frequentazione della facoltà di Lettere e Filosofia presso la «Federico II» di Napoli. Tra il 1947 ed il 1949 scrive, infatti, per il settimanale «La Cronaca», per i quotidiani «La Repubblica d'Italia» (per cui curerà la rubrica «24 Ore», corredandola di vignette umoristiche), per l'«Avanti!», per «La Voce del Mezzogiorno», settimanale comunista di lotte meridionali, e per «Il Vesuvio», settimanale politico.
In ambito universitario, inserito nel gruppo di studio «Antonio Gramsci», laboratorio permanente istituito dal professore Nino Cortese per analizzare la realtà italiana nel primo ventennio del Novecento , svolge una ricerca su La vita letteraria ed artistica di quel periodo. Oltre alle esperienze formative nel contesto universitario, Striano partecipa alle vivaci riunioni nella casa del matematico Renato Caccioppoli, occasioni straordinarie di riflessione e di dibattito critico su temi che spaziano dalla letteratura alla filosofia, alla scienza, alla politica, alla musica.
Negli anni Cinquanta s'iscrive al Partito Comunista Italiano: nel 1951 collabora a «Gioventù nuova», rassegna mensile della Federazione giovanile comunista; poi entra a far parte della redazione napoletana de «L'Unità», in cui resterà fino al 1957. Nel 1954 riceve la prima significativa conferma delle sue attitudini letterarie: si classifica terzo al premio «Pozzale» con il racconto La carriera di Sassòne , che sarà pubblicato nell'anno seguente nella raccolta di autori esordienti L'Italia l'è malada [ Milano-Roma, Edizioni « Avanti! » , 1955] . >>>>>>>>

 
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